|
A
Monte Cerignone si contende uno dei palii più discussi e
bizzarri del mondo: il palio de l'ovo.
Si tratta di un gioco con origini molto antiche e altrettanto incerte
in cui i rioni e le varie contrade si contendono un trofeo che si
aggiudicano solo alla fine di una serie di prove dalla difficoltà
via via crescente dove l'ultima di queste, la contesa finale del
palio vero e proprio, consiste nel dover centrare un bersaglio
umano costituito da un rapppresentante della contrada classificatasi
ultima l'edizione precedente e di conseguenza costretta a saltare
il palio successivo.

Fase
preliminare della contesa per il palio de l'ovo
Il bersaglio può muoversi all'interno di un " corridoio"
costituito da 2 staccionate parallele, non distanti più di
1/2 metro l'una dall'altra e della lunghezza, entrambi, di circa
2 metri.
Per cercare di evitare le raffiche degli avversari questo può
scorrere
longitudinalmente all'interno del corridoio ma non gli è
materialmente consentito spostarsi in profondità e severamente
vietato abbassarsi, portandosi con la cintura al di sotto della
staccionata stessa.
Il
concorrente costretto a subire questo supplizio, adeguatamente protetto,
era anticamente bersagliato con il lancio di castagne selvatiche
conservate appositamente per l'occasione, poi, con l'andare del
tempo, le castagne, eccessivamente lesive, hanno lasciato posto
alle uova, rigorosamente fradice, di certo meno "offensive"
da un punto di vista strettamente fisico ma non meno, e forse anche
più, da un punto di vista morale.
Le
uova sono lanciate a distanza facendo uso di strumenti che per lungo
tempo, nei secoli passati, vennero utilizzati come vere e proprie
armi da guerra, questi strumenti che in dialetto sono detti "bisacce"
non
sono altro che fionde costituite da cinghie di pelle allargate nella
zona mediana, che vengono affibiate con un'estremità al polso
dei concorrenti e con l'estremità opposta, stretta nel pugno
della mano, volte a formare una specie di sacca in cui si ripone
l'uovo.
Il
fromboliere
La fionda era spesso un'arma usata dalla fanteria leggera.
Le pietre o le palle di piombo lanciate dall'arma erano
letali se colpivano il volto e gruppi di frombolieri venivano
perciò spesso usati negli assedi per costringere
i difensori a tener giù la testa. Tuttavia il loro
effetto contro le armature era nullo anche quando si ricorreva
alla fionda a forcella che permetteva di incrementare
la potenza del tiro. |
|
 |
Con
veemenza si inizia a far roteare tale strumento (un po' come avviene
per il lancio del martello nelle gare di atletica) finché
improvvisamete il capo tenuto stretto nella mano viene lasciato
andare liberamente in modo che l'oggetto (nel nostro caso l'uovo)
in esso contenuto vada a scagliarsi contro il bersaglio preso di
mira.
Questo,
in sintesi il palio dell'uovo descritto nella sua fase finale; non
mi sembra necessario illustrare le gare preliminari che peraltro
hanno subito non poche modifiche nel corso degli anni, e che conseguentemente,
nonostante a volte ritenute anche più spettacolari della
stessa disputa finale, non rappresentano la parte prettamente storica
del gioco.
L'ultima
disputa del palio risale al 1992, esattamente a 10 anni fa, di conseguenza,
visto che è uso organizzare una gara ogni dieci anni, proprio
quest'anno dovrebbe essere preparata la nuova edizione. Ho utilizzato
il condizionale perché Piazza Begni è stata teatro,
nel corso degli ultimi mesi, di lavori di ristrutturazione che hanno
coinvolto la rocca adiacente, pertanto le varie contrade non hanno
potuto tastare il terreno di gioco ed organizzarsi adeguatamente,
quindi l'edizione di quest'anno è al momento attuale ancora
in forse.
|