Mons Cerignonis 2006
- Il palio più bizzarro di tutti i tempi -

Il Palio de l'ovo

A Monte Cerignone si contende uno dei palii più discussi e bizzarri del mondo: il palio de l'ovo.

Si tratta di un gioco con origini molto antiche e altrettanto incerte in cui i rioni e le varie contrade si contendono un trofeo che si aggiudicano solo alla fine di una serie di prove dalla difficoltà via via crescente dove l'ultima di queste, la contesa finale del palio vero e proprio, consiste nel dover centrare un bersaglio umano costituito da un rapppresentante della contrada classificatasi ultima l'edizione precedente e di conseguenza costretta a saltare il palio successivo.



Fase preliminare della contesa per il palio de l'ovo


Il bersaglio può muoversi all'interno di un " corridoio" costituito da 2 staccionate parallele, non distanti più di 1/2 metro l'una dall'altra e della lunghezza, entrambi, di circa 2 metri.
Per cercare di evitare le raffiche degli avversari questo
può scorrere longitudinalmente all'interno del corridoio ma non gli è materialmente consentito spostarsi in profondità e severamente vietato abbassarsi, portandosi con la cintura al di sotto della staccionata stessa.

Il concorrente costretto a subire questo supplizio, adeguatamente protetto, era anticamente bersagliato con il lancio di castagne selvatiche conservate appositamente per l'occasione, poi, con l'andare del tempo, le castagne, eccessivamente lesive, hanno lasciato posto alle uova, rigorosamente fradice, di certo meno "offensive" da un punto di vista strettamente fisico ma non meno, e forse anche più, da un punto di vista morale.

Le uova sono lanciate a distanza facendo uso di strumenti che per lungo tempo, nei secoli passati, vennero utilizzati come vere e proprie armi da guerra, questi strumenti che in dialetto sono detti "bisacce" non sono altro che fionde costituite da cinghie di pelle allargate nella zona mediana, che vengono affibiate con un'estremità al polso dei concorrenti e con l'estremità opposta, stretta nel pugno della mano, volte a formare una specie di sacca in cui si ripone l'uovo.

Il fromboliere
La fionda era spesso un'arma usata dalla fanteria leggera. Le pietre o le palle di piombo lanciate dall'arma erano letali se colpivano il volto e gruppi di frombolieri venivano perciò spesso usati negli assedi per costringere i difensori a tener giù la testa. Tuttavia il loro effetto contro le armature era nullo anche quando si ricorreva alla fionda a forcella che permetteva di incrementare la potenza del tiro.

 

Con veemenza si inizia a far roteare tale strumento (un po' come avviene per il lancio del martello nelle gare di atletica) finché improvvisamete il capo tenuto stretto nella mano viene lasciato andare liberamente in modo che l'oggetto (nel nostro caso l'uovo) in esso contenuto vada a scagliarsi contro il bersaglio preso di mira.

Questo, in sintesi il palio dell'uovo descritto nella sua fase finale; non mi sembra necessario illustrare le gare preliminari che peraltro hanno subito non poche modifiche nel corso degli anni, e che conseguentemente, nonostante a volte ritenute anche più spettacolari della stessa disputa finale, non rappresentano la parte prettamente storica del gioco.

L'ultima disputa del palio risale al 1992, esattamente a 10 anni fa, di conseguenza, visto che è uso organizzare una gara ogni dieci anni, proprio quest'anno dovrebbe essere preparata la nuova edizione. Ho utilizzato il condizionale perché Piazza Begni è stata teatro, nel corso degli ultimi mesi, di lavori di ristrutturazione che hanno coinvolto la rocca adiacente, pertanto le varie contrade non hanno potuto tastare il terreno di gioco ed organizzarsi adeguatamente, quindi l'edizione di quest'anno è al momento attuale ancora in forse.

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Ultimo aggiornamento: domenica 21 maggio 2006