“Uccellare,
cacciare, cavalcare, giucare e mercatare in Mons Cerignonis”,
è giunta quest'anno alla sua quarta edizione. Durante
la scorsa edizione, un cielo minaccioso aveva accompagnato
gli ultimi preparativi, e poi, malgrado la pioggia che
l'aveva voluta introdurre e malgrado la rabbia e lo sconforto
di tutti coloro che per realizzarla avevano dato anche
l'anima, la festa è finalmente scoppiata e festa
è stata fino a tarda notte.
Una visitatrice ha definito Monte Cerignone “un
piccolo scrigno medievale” e probabilmente mai paragone
si è rivelato più azzeccato.
L’antico borgo sembrava trasportato indietro ad
un giorno di mercato di 800 anni fa: lungo le vie, odori
di vecchie pietanze ormai soppiantate nel nostro quotidiano
da cibi precotti e tanto tristi, stuzzicavano l’appetito
dei turisti che nelle vecchie osterie hanno avuto modo
di rinfrancare non solo il corpo ma soprattutto anche
lo spirito.
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Nelle botteghe gli artigiani hanno dato sfoggio della
loro abilità sempre attenti a non svelare troppo
di quei mestieri così antichi e ancora così
sconosciuti.
Le fattucchiere e le cartomanti hanno letto i tarocchi
e interpretato i segni più oscuri del destino.
Il falco si è alzato alto nel cielo seguito da
tanti occhi stupiti dalla forza e dalla perfezione di
quel maestoso librarsi nell’aria.
Ecco, questo è stato Mons Cerignonis 2003 e ciò
grazie anche all'apporto del meraviglioso pubblico che
vi è intervenuto.

Ma
non finisce qui, a rendere Mons Cerignonis una festa davvero
indimenticabile hanno contribuito le atmosfere e le suggestioni
che i bravi ragazzi, organizzatori della manifestazione,
hanno saputo ricreare in ogni angolo ed in ogni vicolo
del paese. Uno dei punti senz'altro più suggestivi
è stato Il villaggio degli Gnomi ovvero
un boschetto incantato popolato da minuscoli abitanti
con case, strumenti e attrezzi tutti quanti a misura dei
loro piccoli abitanti: il mulino in pietra con il tetto
ricoperto di muschio e la ruota girevole movimentata da
un gorgheggiante ruscelletto di acqua corrente. La segheria
con il legname appena tagliato
e
i freschi riccioli prodotti dalle pialle. Il carro per
il fieno e per la paglia, i piccoli utensili della vita
quotidiana: la vanga, la zappa, la scure, la cesta per
l'erba, la sega etc. , il laghetto con le ninfee galleggianti
e
le canne ammollo nell'acqua. Insomma, un angolo davvero
suggestivo che ha saputo rapire i bambini trasportandoli in un
mondo fantastico, li ha ammaliati stimolandone la vivida fantasia e
ha dato loro modo di conoscere da vicino quei
piccoli esseri che da sempre popolano i loro sogni e le
loro fantasie. Delle atmosfere da fiaba dunque in un paese
delle meraviglie
dove un bizzarro menestrello raccontava e musicava storie e aneddoti
riguardo queste piccole creature, accogliendo i visitatori con le sue
strofe e cullando i più piccini con le sue filastrocche.